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Jeff Rake: «Vi spiego Manifest, la mia serie in bilico tra scienza e fede…»

Salti nel tempo? Alieni? Buchi Neri? Lo showrunner della nuova serie NBC si racconta

LOS ANGELES – Un aereo di linea spicca il volo, incontra turbolenza in alta quota e, quando atterra, i passeggeri scoprono che per i loro familiari e per il resto del mondo sono passati cinque anni da quando sono partiti. È la nuova serie televisiva mystery-drama, Manifest, prodotta da Robert Zemeckis e Jack Rapke (già in coppia per Cast Away) e creata da Jeff Rake, in Italia dal 2 ottobre su Infinity. «L’idea mi è venuta quasi dieci anni fa mentre guidavo in auto con moglie e figli. Ho pensato: cos’è che potrebbe costringere i membri di una famiglia a separarsi per poi trovarsi di nuovo a rimettere insieme i pezzi delle proprie vite?». Così spiega Rake a Hot Corn, quando lo incontriamo a Los Angeles. Con Melissa Roxburgh e Josh Dallas (il Principe Azzurro di Once Upon A Time) tra i protagonisti, la serie è appena partita sulla NBC.

manifest melissa roxburgh
Jeff Rake, Melissa Roxburgh e Josh Dallas, al Comic Con di quest’anno. Photo Credits: Shutterstock.

SCIENZA E FICTION «I punti fermi della serie? Il primo episodio è stato più che altro frutto di un’immaginazione selvaggia, ma ora che stiamo girando scene più avanti nello show, ci stiamo consultando con scienziati per dare spiegazioni plausibili alla storia, come il viaggio nel tempo, i buchi neri dell’universo, incontri con extraterrestri, ecc. Dopotutto, tra i protagonisti di Manifest ci sono un matematico e uno studente di medicina: saranno loro a cercare di continuo spiegazioni scientifiche».

Una scena di Manifest.

TOP SECRET «Sappiamo già che ci sarà una seconda stagione, ma gli attori mi hanno chiesto di non dire nulla su ciò che accadrà ai personaggi. Pensano che se sapessero già alcune risposte che saranno rivelate più in là nella serie, sarebbe più difficile rendere la recitazione credibile. Vogliono rendere “il viaggio” più autentico possibile per lo spettatore…».

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Dramma in volo.

LATO UMANO «Le scene di cui sono più orgoglioso non sono quelle in cui si rivelano i misteri dello show ma quelle che coinvolgono il lato umano dei protagonisti, come un marito che si riconcilia con la moglie o un padre che ritrova il modo di connettere con la figlia. Credo siano quelle le scene con cui l’ascoltatore si troverà più in sintonia e che permetteranno anche di relazionarsi al lato soprannaturale delle vicende».

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Una scena di Manifest.

LA FEDE «Ci sono voluti diversi anni perché qualcuno fosse interessato a realizzare la mia idea. Per molto tempo ho pensato che non sarebbe mai venuta alla luce. Poi quando è accaduto il tragico evento della sparizione del volo Malasya Airlines nel 2014, improvvisamente la gente ha cominciato a relazionarsi con un mistero che aveva un riscontro nella vita reale. Curioso no? E mi è servito da lezione: ora ho interiorizzato il fatto che se un’idea non riesce a vendere, non è detto che non sia buona. Bisogna continuare a crederci, non mollare. E questo vale in ogni campo…».

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